The Piper at the Gates of Dawn

Il 5 agosto 1967 venne pubblicato l’album di debutto dei Pink Floyd The Piper at the Gates of Dawn (il titolo deriva da un capitolo della fiaba di Kenneth Graham, The Wind In The Willows) l’unico realizzato sotto la direzione di Syd Barrett. L’opera è l’affascinante viaggio nella mente bizzarra di un uomo in bilico tra la genialità e la follia, accompagnato da una gruppo in grado di assecondarlo alla perfezione e, a quasi 45 anni dall’uscita del disco, non si può non confermare la monumentalità di quest’opera.

La registrazione dell’album cominciò il 21 febbraio 1967, nello studio 3 degli Abbey Road Studios, mentre i Beatles stavano registrando Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (spesso ci sono state voci di plagio da entrambe le parti) e  i Pretty Things S.F. Sorrow. L’album è stato prodotto da Norman Smith, un membro dello staff EMI che aveva progettato tutte le registrazioni dei Beatles fino all’album Rubber Soul. Smith, inoltre, produrrà anche il secondo album dei Pink Floyd, A Saucerful of Secrets. Vi sono punti di vista contrastanti su come sia andata realmente la registrazione dell’album. Nick Mason, nel suo libro “Inside Out: A Personal History of Pink Floyd”, sostiene che le sessioni non ebbero complicazioni di alcun tipo e che tutto il processo di produzione era stato molto efficiente. Norman Smith, tuttavia, criticò sia le sessioni di registrazione sia le abilità musicali dei membri della band. Egli dichiarò successivamente che le sessioni furono “assolutamente un inferno”.

Il disco era ben più affascinante delle performances dal vivo. Il mix fra canzoni psichedeliche e pezzi strumentali era dosato alla perfezione. Si passava da “poppy” Flaming e da Lucifer Sam, al recital hippy in stile I-Ching di Chapter 24 e alla bizzarra poesia infantile di Gnome e Scarecrow, fino alle folli divagazioni spaziali di Pow R Toc h e Astronomy Domine. Per culminare, ovviamente, nel fragore abissale di Interstellar Overdrive.

Al momento del suo rilascio, l’album è stato criticato positivamente e negli anni successivi è stato riconosciuto come una delle pietre miliari del rock psichedelico degli anni 60. Nel 1967, sia Record Mirror che NME diedero all’album un voto di quattro stelle su cinque. Record Mirror commentò: “l’immagine psichedelica del gruppo prende realmente vita con questo LP, che è una bella occasione con cui (i Pink Floyd) mettono in mostra sia il loro talento che la loro tecnica di registrazione. L’album è pieno di suoni strabilianti.” Cash Box lo ha definito “un’impressionante raccolta di attuali imprese del rock”. Sia Paul McCartney che Joe Boyd, vecchio produttore dei Pink Floyd, hanno valutato l’album positivamente. Alcuni, tra cui risalta Pete Townshend, hanno espresso il parere dei fan dell’underground, affermando che l’album non rispecchia le esibizioni dal vivo della band.

Negli ultimi anni l’album ha ottenuto ancora più riconoscimenti. Nel 1999 Rolling Stone Magazine diede all’album 4 stelle e mezzo su 5, denominandolo “il capolavoro di Syd Barrett”. Q Magazine descrisse l’album “indispensabile” e lo incluse nella sua lista dei migliori album psichedelici di tutti i tempi. Mojo magazines lo ha piazzato al quarantesimo posto nella lista “The 50 Most Out There Album of all Time”.

fonti: wikipedia, Federico Principi, “Pink Floyd – Un Sogno In Technicolor – 30 Anni di Storia” di Glenn Povey e Ian Russell.
Astronomy Domine la prima traccia del primo album The Piper At The Gates of Dawn (1967)

pubblicato il 5 agosto 1967;
prodotto da Norman”Hurricane”Smith
Tecnico di registrazione-Peter Brown
Fotografie di copertina- Vic Singh
Retro copertina disegnato da Syd Barrett
Realizzazione foto cd:Dezo Hoffman, Adrian Boot, Chris Walters
Remastering diretto da James Guthrie
Re-mastered da Doug Sax presso i Mastering Labs, L.A.
Re-package Design:Storm Thorgerson e Jon Crossland

Interessante video con alcune interviste originali.

1967 – Lucifer Sam from “The Piper at the Gates of Dawn” by Syd Barret

Pink Floyd performing “Matilda Mother” live at the Star Club in Copenhagen

Flaming, quarta traccia dell’album The Piper at the Gates of Dawn, è una canzone dal testo piuttosto allucinato (solitario tra le nubi blu, sdraiato su un piumino yippie, non ti toccherò eppure potrei, nuoto per il cielo stellato, viaggio per telefono). Le liriche del brano descrivono le sensazioni provate sotto l’uso di LSD, opportunamente evocate dalla musica.

Flaming” is a song by psychedelic rock band Pink Floyd, and is featured in their debut album, The Piper at the Gates of Dawn. The song, written by Syd Barrett, is basically a child-like game scenario between two friends, hence “Lazing in the foggy dew”. After David Gilmour joined the band, the song remained in the playlist for a short while in 1968.

cit. Wikipedia

Pow R. Toch H. - Quinta traccia dell’album The Piper at the Gates of Dawn  assieme ad Interstellar Overdrive è la canzone più estrema dell’album. Completamente strumentale, grazie ai suoi giri di basso e alle percussioni ci proietta in un’atmosfera piuttosto cupa e, a parte le bizzarre urla di Barrett e Waters, il brano è un crescendo di psichedelia che poi si esaurisce nell’esplosione finale di percussioni. (fonte Wikipedia)

6^ traccia dell’album The Piper at the Gates of Dawn, pezzo composto da Roger Waters. Si assiste ad arrangiamenti sofisticatissimi e puramente lisergici uniti a quella sottile critica sociale (qui ancora abbozzata) che poi sarà una delle caratteristiche dello stile di Waters (e che influenzerà enormemente la musica dei Pink Floyd da The Dark Side of the Moon in poi).Dall’ascolto del pezzo si nota una continua e veloce costruzione fino alla fine e con il frenetico gioco di chitarra di Syd Barrett e la di tastiera maniacale da Richard Wright.

his was Roger Waters’ debut song-writing credit, continually building in speed until the end and featuring frantic guitar playing by Syd Barrett and manic keyboard parts by Richard Wright. The song’s title is a reference to John 5:8—”Jesus saith unto him, Rise, take up thy bed, and walk.” Its morbid lyrics are quite unlike anything else on the album, the rest of which was penned by Barrett, but is characteristic of much of Waters’ work; the clinical motif would recur in compositions like “Free Four” and “Comfortably Numb”. Similarly, “Sheep”, contains more Biblical quotations adapted by Waters to fit the song.

Fonti consultate: Wikipedia

Interstellar Overdrive

Interstellar Overdrive è il settimo brano (il primo della seconda facciata nel vinile), tra l’altro il più famoso, dell’album The Piper at the Gates Down. La celebrità del brano deriva anche dal fatto che il gruppo lo suonava ogni volta che si esibiva all’UFO e le versioni live erano lunghe oltre 20 minuti e quasi del tutto improvvisate, rispetto ai quasi 10 minuti della durata dell’album, in modo da poter reggere ascolti ripetuti.
Interstellar Overdrive, registrata il 27.2.1967 per essere pubblicata su 45 giri,venne all’inizio accantonata dal gruppo in attesa di incidere qualche altro brano.Venne reintegrata nell’album durante la session di missaggio del 18.7.1967.
Per la colonna sonora del documentario Tonite Let’s All Make Love in London, pubblicata lo stesso anno, ne é stata incisa una versione più lunga dalla durata di 16 minuti e 52 secondi.

Il brano trasporta l’ascoltatore un viaggio umano nell’universo, portandoci negli angoli più remoti e bui del cosmo, sviluppando i temi più cari a Syd Barret, lo spazio e la psicadelia. Lo sviluppo del brano segue una sola regola: almeno uno strumento deve mantenere il ritmo e sopra questo ritmo, interpretato ora da uno, ora da un altro strumento, si sviluppa improvvisazione strumentale psicadelica. Si viene introdotti in un incredibile viaggio spaziale che si fa sempre più inquietante fino alla conclusione del brano, scandita dal riff iniziale e poi da rumori meccanici.

The Gnome

The Gnome, ottava traccia dell’album The Piper at the Gates of Dawn, anche questa scritta da Syd Barrett, racconta la storia di uno gnomo di nome Grimble Gromble. Il testo psichedelico é ancora puerile ed è stato scritto da Barrett durante un precedente periodo riccamente creativo. Il brano è stato incluso anche nel lato B del singolo “Flaming” pubblicato negli Stati Uniti.

The Gnome, the eighth track on the album The Piper at the Gates of Dawn,  written by Syd Barrett, tells the story of a gnome named Grimble Gromble. The text is still childishly psychedelic and was written by Barrett during a previous period, richly creative. The song was also included in the B-side single “Flaming” published in the United States.
Chapter 24

“Chapter 24″ é la nona traccia dell’album The Piper at the Gates of Dawn, anche questa scritta da Syd Barrett. I suoi testi sono ispirati da un testo dal capitolo 24 del tomo cinese antico I Ching (Il Libro dei Mutamenti), conferendo all’intero disco un sottile misticismo.

“Chapter 24″ is the ninth track on the album The Piper at the Gates of Dawn, also  written by Syd Barrett. His lyrics are inspired by a textfrom Chapter 24 Volume of the ancient Chinese I Ching (Book ofChanges), giving to a thin disk mysticism.

The Scarecrow

Penultimo brano dell’album, anche se era gia apparso, due mesi prima, nel lato B del loro secondo singolo “See Emily Play”(come “Scarecrow”). Anche questo scritto interamente da Syd Barrett. Il brano nella sua semplicità ed in tema esistenzialista, confronta l’esistenza dell’autore con uno spaventapasseri.

The penultimate track on the album, even though it was already published, two months before, in the B-side of their second single “See Emily Play” (like “Scarecrow”). The song written entirely by Syd Barrett. The song in its simplicity and existentialist theme, compare the life of the author with a scarecrow.
BIKE

Ultimo brano dell’albim, Bike è un po’ il riassunto di tutto il disco (non a caso è posto alla fine), offrendo una panoramica generale sia dei temi che delle sonorità stesse degli altri brani. Assai enigmatico il finale, sviluppo degli ultimi versi del testo.

Last song of the album, Bike is a little ‘summary of the entire disk (not coincidentally is at the end), offering an overview of the issues is that of the other songs sound the same. Very enigmatic ending, development of the last lines of text.

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