Interstellar Overdrive è il settimo brano (il primo della seconda facciata nel vinile), tra l’altro il più famoso, dell’album The Piper at the Gates Down. La celebrità del brano deriva anche dal fatto che il gruppo lo suonava ogni volta che si esibiva all’UFO e le versioni live erano lunghe oltre 20 minuti e quasi del tutto improvvisate, rispetto ai quasi 10 minuti della durata dell’album, in modo da poter reggere ascolti ripetuti.
Interstellar Overdrive, registrata il 27.2.1967 per essere pubblicata su 45 giri,venne all’inizio accantonata dal gruppo in attesa di incidere qualche altro brano.Venne reintegrata nell’album durante la session di missaggio del 18.7.1967.
Per la colonna sonora del documentario Tonite Let’s All Make Love in London, pubblicata lo stesso anno, ne é stata incisa una versione più lunga dalla durata di 16 minuti e 52 secondi.
Il brano trasporta l’ascoltatore un viaggio umano nell’universo, portandoci negli angoli più remoti e bui del cosmo, sviluppando i temi più cari a Syd Barret, lo spazio e la psicadelia. Lo sviluppo del brano segue una sola regola: almeno uno strumento deve mantenere il ritmo e sopra questo ritmo, interpretato ora da uno, ora da un altro strumento, si sviluppa improvvisazione strumentale psicadelica. Si viene introdotti in un incredibile viaggio spaziale che si fa sempre più inquietante fino alla conclusione del brano, scandita dal riff iniziale e poi da rumori meccanici.