Nick Mason

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Il 27 gennaio 1944 nasceva Nicholas Berkeley Mason , detto Nick,  l’unico membro della band rimasto sin dalla formazione avvenuta nel 1965. Pur essendo nato a Birmingham, Mason è cresciuto in un’agiata famiglia della borghesia inglese nell’elegante quartiere di Hampsteadnel nord di Londra. Ha frequentato il Politecnico di Regent Street, dove si è unito a Roger Waters, Bob Klose e Richard Wright nel 1964 per formare il gruppo musicale Sigma 6. “La mia prima batteria, con la sua finitura bianca originale, che io avevo riverniciato di nero, probabilmente per camuffare l’aggiunta di un ampio assortimento di accessori, tra cui i bongo, un campanaccio e un piatto veramente scadente…I Sigma 6 nella sala studenti al Politecnico di Regent Street, dove facevamo le prove alla fine del primo trimestre del 1964. Da sinistra a destra: Clive Metcalf, Sheila Noble, Keith Noble, Roger, io e un chitarrista sconosciuto di passaggio. Qui avevo già una batteria migliore, una Premier…(da Inside Out – prima autobiografia dei Pink Floyd)”

Mason ha suonato su ogni album dei Pink Floyd sin dal 1967, sebbene il suo contributo alla realizzazione dell’album A Momentary Lapse of Reason sia stato minimo (era suffragato da Carmine Appice).

Nonostante i conflitti sulla proprietà del nome ‘Pink Floyd’ Roger Waters e Nick Mason sono oggi in ottimi rapporti. Mason ha suonato la batteria nelle ultime due date del tour mondiale di Waters del 2002 sul brano Set the Controls for the Heart of the Sun e anche in alcune date del tour europeo 2006 dello stesso Waters.

Nel luglio 2005 Mason si è unito a Gilmour, Wright, e Waters su un palco per la prima volta dopo ventiquattro anni come Pink Floyd, al termine del concerto del Live8, aLondra, suonando 5 brani: Speak to Me, Breathe (in medley con Breathe reprise), Money, Wish You Were Here e Comfortably Numb. Mason ha anche suonato assieme a David Gilmour e Richard Wright per il bis durante lo spettacolo di Gilmour al Royal Albert Hall, Londra, il 31 maggio 2006 e ha anche partecipato nello stesso anno ad alcune date del tour estivo di Roger Waters dal titolo The Dark Side of the Moon – Live.

Mason, che è sempre stato il collegamento tra Gilmour e Waters, ha sempre creduto possibile una reunion dei Pink Floyd. Di recente, dopo la morte di Richard Wright, ha però affermato che questa non è più possibile.

da Inside Out:”… I Pink Floyd sono nati da due gruppi di amici che si sono sovrapposti: uno stava nella zona di Cambridge, da dove provenivano Roger, Syd Barrett,David Gilmour e molta altra gente che in futuro sarebbe entrata nell’orbita dei Floyd. L’altro, composto da Roger, Rick e me, si era costituito durante il primo anno di un corso di architettura al Politecnico di Regent Street a Londra, dove iniziano le mie prime reminiscenze della nostra storia comune…. ”

On this day – Accadeva oggi

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23 January 1971
Pink Floyd began a five-date tour of the UK’s university circuit, beginning at Leeds University and ending at Queen Mary College, Twickenham.

I Pink Floyd iniziarono un tour nel circuito delle  università inglesi di 5 serati, iniziarono all’università di Leeds e finirono al Queen Mary College, Twickenham.

23 January 1977
Pink Floyd’s 20-date European tour commenced at Dortmund’s Westfalenhalle and ended at Munich’s Olympiahalle. The band were joined by additional musicians: Dick Parry on saxophone and Terence ‘Snowy’ White on guitar and bass. Their stage show now featured a giant inflatable pig, suspended

by a steel cable for indoor gigs; animated sequences designed by illustrator and satirical cartoonist Gerald Scarfe; and an inflatable ‘nuclear family’ of wife, husband and 2.5 children on a sofa, designed by Mark Fisher and Jonathan Park, who both went on to work on the Wall live production. The setlist now included: Sheep; Pigs On The Wing, Part 1; Dogs; Pigs On The Wing,

Part 2; Pigs (Three Different Ones); Shine On You Crazy Diamond, Parts 1-5; Welcome To The Machine; Have A Cigar; Wish You Were Here; Shine On You Crazy Diamond, Parts 6-9; Money.

I Pink Floyd iniziarono un tour europeo di 20 concerti. Cominciarono al   Dortmund’s
Westfalenhalle e finirono al Munich’s Olympiahalle. Cnn il gruppo suonarono alcuni musicisti e, precisamente:  Dick Parry al saxophone e Terence ‘Snowy’ White alla chitarra e basso. 

On this day – Accadeva oggi

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21 January 1972
Pink Floyd played 16 UK dates, featuring full performances of a work-in progress version of The Dark Side Of The Moon. The tour culminated with four nights at London’s Rainbow Theatre.

I Pink Floyd suonarono nei loro concerti inglesi un work-in progress della versione di The Dark Side Of The Moon. Il tour culminò con 4 serate al London’s Rainbow Theatre

21 January 1973
Session singer Clare Torry recorded her vocal for the song The Great Gig In The Sky at Abbey Road. The song was included on Pink Floyd’s next album, The Dark Side Of The Moon. Work continued on the album at Abbey Road throughout the month.

La cantante Clare Torry registrò ad Abbey Road il famoso assolo di The Great Gig In The Sky. 

21 January 1977

Animals was released in the UK. Tracklisting: Pigs On The Wing, Part 1; Dogs; Pigs (Three Different Ones); Sheep; Pigs On The Wing, Part 2. The album reached No. 2 in the charts.

Usci nel Regno Unito “Animals”. 

Interstellar Overdrive

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Interstellar Overdrive è il settimo brano (il primo della seconda facciata nel vinile), tra l’altro il più famoso, dell’album The Piper at the Gates Down. La celebrità del brano deriva anche dal fatto che il gruppo lo suonava ogni volta che si esibiva all’UFO e le versioni live erano lunghe oltre 20 minuti e quasi del tutto improvvisate, rispetto ai quasi 10 minuti della durata dell’album, in modo da poter reggere ascolti ripetuti.
Interstellar Overdrive, registrata il 27.2.1967 per essere pubblicata su 45 giri,venne all’inizio accantonata dal gruppo in attesa di incidere qualche altro brano.Venne reintegrata nell’album durante la session di missaggio del 18.7.1967.
Per la colonna sonora del documentario Tonite Let’s All Make Love in London, pubblicata lo stesso anno, ne é stata incisa una versione più lunga dalla durata di 16 minuti e 52 secondi.

Il brano trasporta l’ascoltatore un viaggio umano nell’universo, portandoci negli angoli più remoti e bui del cosmo, sviluppando i temi più cari a Syd Barret, lo spazio e la psicadelia. Lo sviluppo del brano segue una sola regola: almeno uno strumento deve mantenere il ritmo e sopra questo ritmo, interpretato ora da uno, ora da un altro strumento, si sviluppa improvvisazione strumentale psicadelica. Si viene introdotti in un incredibile viaggio spaziale che si fa sempre più inquietante fino alla conclusione del brano, scandita dal riff iniziale e poi da rumori meccanici.

L’Urlo di Munch

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Bellissimo video animato realizzato da  Sebastian Cosor basata sul celebre quadro di Munch “fuso” con il celebre brano tratto da The Dark Side of the Moon - The Great Gig In The Sky

 

 

Take Up Thy Stethoscope And Walk

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6^ traccia dell’album The Piper at the Gates of Dawn, pezzo composto da Roger Waters. Si assiste ad arrangiamenti sofisticatissimi e puramente lisergici uniti a quella sottile critica sociale (qui ancora abbozzata) che poi sarà una delle caratteristiche dello stile di Waters (e che influenzerà enormemente la musica dei Pink Floyd da The Dark Side of the Moon in poi).Dall’ascolto del pezzo si nota una continua e veloce costruzione fino alla fine e con il frenetico gioco di chitarra di Syd Barrett e la di tastiera maniacale da Richard Wright.

his was Roger Waters’ debut song-writing credit, continually building in speed until the end and featuring frantic guitar playing by Syd Barrett and manic keyboard parts by Richard Wright. The song’s title is a reference to John 5:8—”Jesus saith unto him, Rise, take up thy bed, and walk.” Its morbid lyrics are quite unlike anything else on the album, the rest of which was penned by Barrett, but is characteristic of much of Waters’ work; the clinical motif would recur in compositions like “Free Four” and “Comfortably Numb”. Similarly, “Sheep”, contains more Biblical quotations adapted by Waters to fit the song.

Fonti consultate: Wikipedia

1968 – “Point Me at the Sky”

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Anche se alcuni membri del gruppo lo giudicano come il loro momento più imbarazzante del 1968 “Point Me at the Sky” è stato il quinto singolo dei Pink Floyd. E’ forse il più oscuro di tutti i singoli della band, non essendo mai stato pubblicato, e solo fino al 1992 nel cofanetto Shine On box set’s The Early Singles.

The Piper at the Gates of Dawn (1967)

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Il 5 agosto 1967 venne pubblicato l’album di debutto dei Pink Floyd The Piper at the Gates of Dawn (il titolo deriva da un capitolo della fiaba di Kenneth Graham, The Wind In The Willows) l’unico realizzato sotto la direzione di Syd Barrett. L’opera è l’affascinante viaggio nella mente bizzarra di un uomo in bilico tra la genialità e la follia, accompagnato da una gruppo in grado di assecondarlo alla perfezione e, a quasi 45 anni dall’uscita del disco, non si può non confermare la monumentalità di quest’opera.

La registrazione dell’album cominciò il 21 febbraio 1967, nello studio 3 degli Abbey Road Studios, mentre i Beatles stavano registrando Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band (spesso ci sono state voci di plagio da entrambe le parti) e  i Pretty Things S.F. Sorrow. L’album è stato prodotto da Norman Smith, un membro dello staff EMI che aveva progettato tutte le registrazioni dei Beatles fino all’album Rubber Soul. Smith, inoltre, produrrà anche il secondo album dei Pink Floyd, A Saucerful of Secrets. Vi sono punti di vista contrastanti su come sia andata realmente la registrazione dell’album. Nick Mason, nel suo libro “Inside Out: A Personal History of Pink Floyd”, sostiene che le sessioni non ebbero complicazioni di alcun tipo e che tutto il processo di produzione era stato molto efficiente. Norman Smith, tuttavia, criticò sia le sessioni di registrazione sia le abilità musicali dei membri della band. Egli dichiarò successivamente che le sessioni furono “assolutamente un inferno”.

Il disco era ben più affascinante delle performances dal vivo. Il mix fra canzoni psichedeliche e pezzi strumentali era dosato alla perfezione. Si passava da “poppy” Flaming e da Lucifer Sam, al recital hippy in stile I-Ching di Chapter 24 e alla bizzarra poesia infantile di Gnome e Scarecrow, fino alle folli divagazioni spaziali di Pow R Toc h e Astronomy Domine. Per culminare, ovviamente, nel fragore abissale di Interstellar Overdrive.

Al momento del suo rilascio, l’album è stato criticato positivamente e negli anni successivi è stato riconosciuto come una delle pietre miliari del rock psichedelico degli anni 60. Nel 1967, sia Record Mirror che NME diedero all’album un voto di quattro stelle su cinque. Record Mirror commentò: “l’immagine psichedelica del gruppo prende realmente vita con questo LP, che è una bella occasione con cui (i Pink Floyd) mettono in mostra sia il loro talento che la loro tecnica di registrazione. L’album è pieno di suoni strabilianti.” Cash Box lo ha definito “un’impressionante raccolta di attuali imprese del rock”. Sia Paul McCartney che Joe Boyd, vecchio produttore dei Pink Floyd, hanno valutato l’album positivamente. Alcuni, tra cui risalta Pete Townshend, hanno espresso il parere dei fan dell’underground, affermando che l’album non rispecchia le esibizioni dal vivo della band.

Negli ultimi anni l’album ha ottenuto ancora più riconoscimenti. Nel 1999 Rolling Stone Magazine diede all’album 4 stelle e mezzo su 5, denominandolo “il capolavoro di Syd Barrett”. Q Magazine descrisse l’album “indispensabile” e lo incluse nella sua lista dei migliori album psichedelici di tutti i tempi. Mojo magazines lo ha piazzato al quarantesimo posto nella lista “The 50 Most Out There Album of all Time”.

fonti: wikipedia, Federico Principi, “Pink Floyd – Un Sogno In Technicolor – 30 Anni di Storia” di Glenn Povey e Ian Russell.

 

Syd Barret

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Roger Keith “Syd” Barrett nasce a Cambridge il 6 Gennaio 1946. Aveva sempre mostrato una certa passione per la musica e l’arte. Il suo interesse per la musica era nato molto presto. “Il mio primo strumento era stato un’ukulele,poi quando avevo 12 anni i miei genitori mi regalarono un banjo.Un anno dopo li convinsi a comprarmi una chitarra da poco prezzo,e imparai a suonarla con l’aiuto di libri d’insegnamento e di amici che sapevano suonarla un pò. All’età di 15 anni feci un notevole passo avanti, divenni l’orgoglioso possessore di una chitarra elettrica e con un piccolo amplificatore che costruii da solo, mi unii al mio primo gruppo, i Geff Mott and the Mottoes,con il quale suonavo alle feste nella mia città natale, Cambridge. Per un paio d’anni, non ebbi un gruppo fisso, e in questo periodo comprai una chitarra a 12 corde e un basso, che suonavo in un altro gruppo locale, gli Hollering Blues. In seguito decisi di trasferirmi a Londra. Mi ci volle un bel pò per entrare nel giro,ma poi unii le mie forze insieme a quelle di tre ragazzi che avevo conosciuto. Passai alla chitarra solista, e dopo aver cambiato spesso nome al gruppo,decidemmo di chiamarci Pink Floyd.”
Syd sviluppò le sue conoscenze musicali a Cambridge insieme all’amico David Gilmour, che gl’insegnò diverse cose sulla tecnica giusta per suonare la chitarra. David Gilmour ricorda che Syd riusciva a catalizzare l’attenzione fin da quando era molto giovane, con il suo abbigliamento da bell’uomo che faceva colpo, i capelli neri scompigliati e il suo enigmatico sorriso. “Era una personalità veramente magnetica. Quando era molto giovane,nella sua città era già un personaggio. La gente lo incontrava per strada e diceva “ecco Syd Barrett”, e lui aveva solo 14 anni.” Cosi lo ricorda Gilmour,che era amico di Syd sin dall’adolescenza. Già allora Barrett aveva quegli occhi profondi, da laser, che colpiscono l’attenzione osservando le prime foto pubblicitarie dei Pink Floyd e le copertine dei dischi di quel periodo. Ma,come dice Gilmour con una sfumatura di tristezza,tutto questo viene dopo….
Syd Barrett rappresentò l’anima dei Pink Floyd, le sue canzoni erano al tempo stesso pungenti e fantasiose. Per arrivare ovunque stesse andando, attraverso la sua mente e la sua musica,ricorse all’aiuto dell’acido e ne prese molto….L’acido lo portò fino a The Pipers at The Gates of Dawn, il loro brillante e sbalorditivo primo album, un album percorso da psicotiche furie strumentali e da esplosioni di rock, da ballate meditative e da favole distorte del pop. Scrisse da solo, o in collaborazione, tutte le canzoni tranne una. Ma proprio allora Syd iniziò a comportarsi in modo strano. Dopo una quasi disastrosa parentesi in America, e una tourneè con la Jimmy Hendrix Experience, gli altri membri del gruppo decisero di far entrare nelle loro file David Gilmour. Ma dopo un breve periodo a cinque, arrivò il momento dell’esclusione di Syd dal gruppo. Nonostante ciò rimaserò sempre legati a lui, come un filo invisibile, aiutandolo nei suoi lavori solisti e ricordandolo parecchie volte nei loro albums futuri, sempre con il pensiero che un giorno sarebbe tornato….

Syd Barrett è morto a Cambridge il 7 luglio del 2006, all’età di 60 anni, dopo aver vissuto un trentennio in isolamento. Lascia al rock un’eredità tra le più fertili di sempre.

Testi raccolti e riadattati da “Manuali del Rock 4-Pink Floyd”Arcana Editrice

6 gennaio 1967 – january 6, 1967

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I Pink Floyd suonarono all’happening ‘Freak Out Ethel’. Seymour hall, Londra. Eric Clapton e Pete  Townshend dei “Who” dichiararono che erano stati tra il pubblico.

Pink Floyd played ‘Freak Out Ethel’, a ‘happening’ at Seymour Hall, Paddington, West London. Eric Clapton and The Who’s Pete Townshend later claimed they’d been in the audience.

 

 

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